Anziani e nutrizione

Secondo uno studio sulle abitudini alimentari degli anziani redatto dal CNR di Padova gli over 65 italiani mangiano troppo poco e spesso male; è un dato che deve far riflettere perchè la malnutrizione può aumentare del 25 % la possibilità di ricovero in ospedale.

Gli errori più comuni:

  • scarsa propensione al consumo di frutta e verdura
  • assunzione di calcio e vitamina D bassa con una media del 50% della dose consigliata rispetto al 90% della dose consigliata raggiunta negli altri paesi europei
  • basso consumo di pasta
  • introduzione di 400 kcalorie in meno rispetto a quelle consigliate

Un dato positivo è che però anche l’assunzione di grassi e colesterolo è sotto la media.

Le cause di questo squilibrio sono spesso da ritrovare in abitudini non corrette come:

  • dieta monotona
  • scelta di alimenti morbidi e di facile preparazione che non incontrano le vere esigenze nutrizionali
  • dieta inadeguata: un solo tipo di carne, pochissimo pesce ed eccesso di condimenti dolci

Inoltre contribuiscono le scarse risorse economiche, l’inappetenza spesso collegata a depressione , solitudine e isolamento sociale ed in ultimo i problemi della dentizione.

Piccoli consigli per aiutare gli anziani possono essere:

  • mantenere un certo livello di attività fisica;
  • seguire adeguata introduzione di calorie
  1. donna 60-74 anni: 1600-1900 Kcalorie
  2. uomo 60-74 anni: 1900-2250 Kcalorie

  3. donna dopo i 75 anni: 1500-1750 Kcalorie

  4. uomo dopo i 75 anni: 1700-1950 Kcalorie

  • idratazione adeguata: 1,5-2 litri di acqua al giorno anche sotto forma di tisane tenendo sotto controllo le quantità di zucchero. Importante moderare assunzione alcool.

  • Mangiare poco e più spesso, per aiutare la digestione, variando il più possibile e dedicando più tempo alla preparazione cosi da superare eventuali problemi di masticazione

  • assumere integratori di vitamine e sali minerali se necessario

Piccoli accorgimenti possono dare buoni risultati per evitare che la malnutrizione si associ al maggior rischio di complicanze, morbilità e mortalità, e fino ad essere la causa della riduzione della qualità di vita.